sabato 18 febbraio 2017

Barcollo ma non mollo @ Stabio/New Azzan

Ho deciso di estrapolare una citazione che vale più di tutte

"Ogni carnevale è un'avventura, ogni giorno è una nuova battaglia e per fortuna ogni tanto succede qualche imprevisto che fa diventare il tutto più interessante e ti lascia magari un ricordo che normalmente non ti resterebbe, e che poi in futuro racconterai con un sorriso"




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Sembra arrivata l’estate nel villaggio di Tox Petto d'Acciaio, un giovane condottiero che vive sulle rive del fiume Aar con il suo popolo. Tox è appostato con gli altri giovani del villaggio sulle montagne luppolate di Indios quando vede approdare delle navi sconosciute, navi vichinghe.




Gli occhi gli si colmano di terrore sulle prime perché ricorda il termine “vichingo” nelle leggende che da bambino le hanno raccontato i vecchi saggi. Un nome intriso di orrore, tappeti arrotolati, nasi spropositati e crudeltà. In preda al panico e ai latticini, corre verso il bagno...ehm..il suo villaggio nella speranza di riuscire ad avvertire gli abitanti prima che il nemico li raggiunga. Arriva troppo tardi però: la furia degli usurpatori ha mietuto vittime ovunque. Chi a livello fisico, chi a livello psichico, chi tramite una mutazione genetica.




                     












 

Allora si precipita verso casa ma un Vichingo (Giusssy Canappia Dorata) lo precede e gli spiattella "Wild Rover" per ore ed ore rendendolo momentaneamente sordo. Tox cerca di fuggire da quel terribile incubo cercando di scudisciarlo a più riprese. "mi vegn dal süd, sum bepp quases. Damm quattr birr e ti lass star" dice in un linguaggio che parrebbe di uno strano villaggio della Bassa Sessonia, Nuova Inguinea. Mah Tox si arrende : il linguaggio di quel Vikingo é incomprensibile anche alle menti più sviluppate qual'é la sua.

Giussy, vedendo  l'ostilità del condottiero e capendo che non verrà capito andrà a disegnare sulla sabbia le sue intenzioni (chiare ed inequivocabili).



Tox ora comprende e riempirà di "frumento" l'usurpatore dal Corno Nasale. Gli viene quindi risparmiata la vita col proposito di ridurlo però a schiavo e viene quindi caricato su una della navi che salpano alla volta di Stabilum e NewAzzanum. Il Drakkar di Beba Braccia d'Acciaio.
Sul Drakkar iniziano le feste, i balli e i canti e soprattutto i selfie.










Il viaggio è turbolento e insidioso per le tempeste, le emissioni gassose di alcuni facoceri formato vikingo e gli iceberg che incontrano durante la navigazione; qualcuno sembra minare l'avanzata dei norreni. Si é costretti ad abbandonare l'imbarcazione (grazie alla Valtukiria "Ci" per i braccioli) ma i Vikinghi non si danno per vinto. 


E' proprio durante questi momenti concitati che Tox conosce un altro schiavo, Il famoso Beba, che gli insegna l’essenziale sui vichinghi e gli parla della meta che presto raggiungeranno: la terra promessa, verdeggiante e florida dove danzeranno lodando Odino, Thor e compagnia Bella.




Mezzo sostitutivo utilizzando dalla fiera ciurma del buon Beba durante le campagne di New Azzan



Due esemplari Vikinghi. Il sangue scorre nei loro occhi (o sarà il sonno?)

Due pericolosi esemplari dediti alla razzia uno dei quali rimasto tumefatto dalle fatiche del temibile Monte Zuma (essere sovrannaturale che si dice privar del sonno chiunque lo raggiunga)

Copyright @ Deborina


E' perché siamo tutti dei piccoli importanti pezzi che compongono questo incredibile puzzle chiamato CANEGAT. Le emozioni vissute in questo weekend rimarranno indelebilmente racchiuse nello scrigno dei ricordi di ognuno come perle da raccontare nei secoli.


In attesa del Blog...

#molamiapiff                                                          

giovedì 16 febbraio 2017

Le ore piccole all'apertura del carnevale Zanzara!

Mi dicono che è stato inventato un orologio nucleare che può sbagliare di un secondo ogni tre milioni di anni. Pazienza, dico io, chiederemo scusa per il ritardo.
Luciano De Crescenzo, I pensieri di Bellavista, 2005
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Dettagli sulla citazione di oggi possono essere richiesti alla vichinga più grintosa del mercoledì griffato "Zanzara2017", ossia la Sönia.
Ma andiamo con ordine!
Le scialuppe approdano al Zanzara in ordine sparso, tra costumi di avventure passate e fratelli Ferrari's super vintage team! All'arrivo della corte, possentemente animata dalle Draghette e dai Rigardentissimi pompieri, il capannone si anima!












Bibite artigianali scorrono a fiumi così come l'allegria e la gioia di sentire finalmente i pezzi carnacialeschi altrui.
È il momento dello gnocco, padroneggiato abilmente da mamma Maffi, che ci nutre amorevolmente nonostante la scialuppa vichinga sia accalcata nell'angolo più remoto del capannone.

La serata prosegue sulle note potenti dei riga, degni di nota i draghetti Junior che sono proprio bellosi!

Pian piano i lavoratori e quelli seri spariscono, lasciando il posto ai pochi soliti ignoti del "per chi ci crede".
I messaggi vocali si sprecano, così come i cori goliardici, che purtroppo non piacciono ai securitas di recente importazione, che a un inconsueto orario da nonni chiude le danze, le musiche e il capannone.

Si segnala incongruenza tra gli orari annunciati di fine della festa, ma Söni paladina di tutti noi sta sistemando le cose come si deve in un cordiale confronto con sua realtà Previ!



Pagella:
rigamusica:  ottimo
gnocchi:      eccellenti
compagnia:  distinta
ambiente:     promosso con lode
orari:            l'inizio è promettente ma necessita migliore applicazione

Opening PROMOSSO alla grande!

PS: Un ode al maestro che questa mattina, a orario ignobile, si è prestato per una possente e commuoventissima intervista a RFT, di seguito
ASCOLTATE TOX IL VICHINGO CLICCANDO QUI

See you tra pochissimo a New azzan City



sabato 4 febbraio 2017

Cronache dal Drakkar - razzie a Catenazzteghat

“Il guerriero sa che è libero di scegliere ciò che desidera: le sue decisioni sono prese con coraggio, distacco e, talvolta, con una certa dose di follia” (P. Coelho)

venerdì 3 febbraio 2017

I vichinghi fanno vela su Lavorgo!

La creazione di tradizioni nel campo sociale svolge una propria funzione, al pari dell’invenzione di miti o teorie nel dominio della scienza naturale: quella di aiutarci a mettere ordine negli eventi della natura.
(Karl Popper)
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Il porto di Lavorgo è una consolidata tradizione Can&Gattina. I vichinghi vi approdano venerdì sera, con armi nuove, elmi intonsi, boccali e corni ansiosi di essere ripetutamente riempiti per dissetare i guerrieri.

L'accoglienza nel reame è come di consueto calda e gioiosa. Dopo pochi attimi la sala è ricoperta di peluria vichinga svolazzante, che ci accompagnerà immaginiamo per tutto il carnevale.

Le barbe svettano orgogliose, adornate di perline (Jack un mito!). Le pettinature delle valchirie sono degne della loro fama sanguinaria (Syl ci farà un corso). Da ore la chat è un susseguirsi di richiami ai bagordi serali e condivisione delle imbarcazioni per raggiungere la meta.


Finalmente il mesto richiamo di un corno dà all'orda un chiaro segnale: sia aperto il carnevale! Seppure a ranghi leggermente ridotti, in particolare i tromboni, il primo concerto risveglia la sala in delirio, mettendo sete anche ai più resistenti!

Il vichingo ama l'ambiente, pertanto il Züka Züka scorre a fiumi, con tanto di ingurgito del bicchierino rimanente. Le restanti bibite vengono mesciute nei contenitori individuali che la maggir parte dei vichinghi ha con se.

Il vapore biscotteggiante di Durinell&pres invade la sala, così come le danze del balletto, per l'eccezione senza folta chioma.

Presto è il momento del secondo round, per il quale si assegna il Dakkar d'oro decorato da rune a Lau, che sostiene i tromboni e evita il naufragio sulle note di Castel of Glass.

La serata continua potente, idratata come i mari del nord e piena di musica e balli. Il pelo ci fa un baffo e il costume vichingo con tutti i suoi gadgets ci fa sentire invincibili.

Verso le 03.00 il corno del maestro ci richiama saggiamente all'ordine: poche ore dopo un lieto corteggio avrebbe sfilato sulle vie del paese. Approdare a Faido però si è rivelato più difficile del previsto. Dopo aver ancorato il Dakkar, muniti di chiavi, ci vediamo respinti dalla soglia del maniero... Un imbarazzato ma rumoroso Odino chiama il custode (ore 03.45 AM), che candidamente tra gli sbadigli ci indica l'ingresso corretto.
La colazione "piatto ricco mi ci ficco" ci fa diventare super fan dei frati.
Rieccoci a lavorgo dove ripartono i festeggiamenti.
 Dopo il breve ma intenso corteo i concerti, accompagnati da amici dei mari del bellinzonese. Tradizionale risotto, luganiga e nervetti.
 Il concerto pomeridiano ci vede accaldati e "viscini viscini" ma vincenti! Il pomeriggio termina gioiosamente e i guerrieri rientrano con il Dakkar alle capanne vichinghe.

Pronti per scatenare le ire di odino su Cadenazzo!